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Atum
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«Io sono Atum, il creatore dei primi dei.

Io sono Colui che diede alla luce

Shu

.

Io sono il grande Lui-Lei.

Io sono Colui Che fece ciò che Mi parve buono.

Io presi posto nello spazio del Mio volere: Mio è lo spazio di coloro che si muovono.»

(Testi dei sarcofagi, I, 161cite-ref-2[2])

mwhqAtum (anche mwhgTem, mwhwTemu, mwiaTum e mwiqAtemcite-ref-3[3] ) è una mwjgdivinità egizia appartenente alla mwjwreligione dell'antico Egitto. Era il dio creatore nella mwkateologia eliopolitana, generatosi da sécite-ref-0-4-0[4], nonché incarnazione del mwlqsole che mwlgtramonta (e perciò talvolta venerato come aspetto serale del mwlwdio-sole mwmaRa)cite-ref-2-5-0[5]. Era compreso nell'mwnqEnneadecite-ref-6-6-0[6] e chiamato mwogToro dell'Enneade, in riferimento al toro mwowMnevis venerato a mwpaEliopoli, a lui sacrocite-ref-0-4-1[4]. Il suo culto era molto esteso.

Contents

Nome
Note

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Nome

Si ritiene che il suo nome derivi dalla parola mwratem, che significa mwrqcompletare, finire, portare a terminecite-ref-1-7-0[7] ma che è anche la forma negativa del verbo mwsgesserecite-ref-1-7-1[7]; ciò si potrebbe riferire alla sua natura di dio creatore del mondo ma originatosi spontaneamente da un mwtwuniverso indistintocite-ref-1-7-2[7]. In quanto dio creatore, era visto come personificazione della sostanza stessa del mondo, delle cose fisiche così come delle mwvadivinità - o, in alternativa, il mwvqmwvgka (spirito) di tutte queste cosecite-ref-3-8-0[8].

Nella mwxascrittura geroglifica, il suo nome ha numerose varianti grafiche:

Origine

Atum era, sin dalle prime epoche della storia egizia, una delle divinità più adorate e più frequentemente menzionate, come suggerisce la sua preminenza nei mw3gmw3wTesti delle piramidi, risalenti alla mw4aV e mw4qVI dinastia (complessivamente: 2510 a.C. - mw4g2192 a.C.cite-ref-9[9]), ove compare sia come creatore che come padre del mw5wfaraonecite-ref-3-8-1[8]. Atum conservò sempre uno stretto legame teologico con la regalità, come attesta, per esempio, questa formula proveniente dal mw7acorpus dei mw7qTesti delle Piramidicite-ref-4-1-1[1]:

«O Atum-Ra, Tuo figlio giunge a Te, il re giunge a Te. Fa' sorgere questo re fino a Te, racchiudiLo nel Tuo abbraccio, poiché Egli è Tuo Figlio, (Figlio) del Tuo Corpo, per sempre.»

(Testi delle piramidi, n°217cite-ref-10[10])

Storia e caratteristiche

Genealogia divina

Nel mito cosmogonico incentrato sull'mw-genneade di mw-wEliopoli, Atum era considerato il primo degli dei, essendosi creato da sé, seduto su una collinetta che emergeva dalle mw-aacque primordiali, espressione del mw-qcaos, identificate con mw-gNuncite-ref-11[11]. Una versione leggermente differente vuole che abbia creato il dio mwaqmShu (l'aria) e la dea mwaqqTefnut (l'umido) tramite mwaqusputo o masturbazionecite-ref-4-1-2[1]cite-ref-12[12]. D'accordo con quest'ultima credenza, la mano di Atum fu venerata come suo principio femminilecite-ref-13[13] nella figura della dea mwariIusaascite-ref-14[14] da una apposita classe di sacerdotesse denominate mwarcMano del Dio e simbolicamente sposate con Atumcite-ref-4-1-3[1].

Altre interpretazioni stabilivano che Atum si fosse unito alla sua stessa mwascombra, generando sempre Shu e Tefnutcite-ref-16[16]. A loro volta, Shu e Tefnut generarono mwaswGeb (la terra) e mwas0Nut (il cielo). Il mito racconta che questi ultimi se ne stavano sempre uniti e impedivano alla vita di germogliare, così Atum ordinò al loro padre, Shu, di dividerli. Con le mani Shu spinse Nut verso l'alto facendole formare la volta celeste e con i piedi calpestò Geb tenendolo sdraiato. In questo modo l'aria separò il cielo dalla terra. Geb e Nut, a loro volta, generarono quattro figli: mwas4Osiride, mwas8Iside, mwataNefti e mwateSeth.

Dall'Antico al Nuovo Regno

Durante l'mwatqAntico Regno (ca. 2680 a.C. - mwaty2180 a.C.cite-ref-17[17]) gli egizi credevano che Atum sollevasse l'mwatsanima del mwatwfaraone dalla sua mwat0piramide fino alle stelle. Era inoltre una mwat4divinità solare, accostata al dio principale, mwat8Ra. Atum era particolarmente identificato con il sole del mwauatramonto, mentre mwaueKhepri incarnava il sole mwauimattutino e Ra il sole sfolgorante di mwaummezzogiornocite-ref-2-5-1[5]cite-ref-18[18].

Nel mwavomwavsLibro dei morti, formatosi durante il mwavwNuovo Regno (mwav01550 a.C. - mwav41069 a.C.cite-ref-20[20]) ed estremamente diffuso fino alla mwawmdominazione romana dell'Egitto, Atum è descritto sotto forma di mwawqserpente mentre ascende dalle acque del caos primordiale e si rinnova ogni mattinacite-ref-21[21]cite-ref-22[22]. Inoltre, Atum era dio della preesistenza (l'esistenza dell'anima, dello spirito o della vita stessa prima della nascita o creazionecite-ref-23[23]) e della vita dopo la morte. Nel viaggio dell'astro solare attraverso il cielo diurno e, credevano gli egizi, di notte attraverso l'mwaxeoltretomba, Atum era contrapposto al giovane dio-mwaxiscarabeo mwaxmKhepri, dio del mattino, il cui nome deriva dal termine mwaxqegizio mwaxuhpr, che significa mwaxycominciare a esisterecite-ref-24[24]. Atum-Khepri, invece, racchiudeva sia la simbologia mattutina che quella seralecite-ref-25[25]. Secondo un'interpretazione leggermente differente, Khepri incarnava la rinascita quotidiana del sole, mentre Atum personificava il sole come fonte della creazionecite-ref-6-6-1[6].

L ' Inno a Ra nella tomba di Kheruef

Nella tomba (TT192) del funzionario Kheruef, "sovrintendente del palazzo" della regina mwaycTiy, mwaygGrande sposa reale di mwaykAmenofi III (mwayo1386 a.C. - 1348 a.C.cite-ref-26[26]), scavata nella mway8necropoli mwazatebana, si può leggere un lungo inno a Ra, nel quale i contorni del dio-sole si fondono con quelli di Atum:

«Salve, capo supremo (del tempo infinito), Atum, (grande dalla durata immutabile!). Ti sei unito alla terra della luce del cielo, sei apparso sul lato occidentale come Atum Che è nel rosso del tramonto; sei venuto con la tua potenza senza un antagonista, hai dominato il cielo come Ra; raggiungi i tuoi due cieli con giubilo, hai scacciato nubi e tempesta. Scendi dal ventre di Tua madre

Nunet

; Tuo padre Nun porge il saluto

njnj


(Tomba di Kheruefcite-ref-27[27])

Iconografia

Atum era generalmente raffigurato come un uomo recante in capo l'usuale copricapo dei faraoni, il mwazgmwazknemes, oppure la mwazodoppia corona dell'mwazsAlto e Basso Egitto, per rafforzare il legame tra questo dio e il sovrano. assiso sul mwazwtrono o a volte in piedi, con la mwaz0doppia corona simbolo dell'mwaz4Alto Egitto e del mwaz8Basso Egittocite-ref-4-1-4[1]. Talvolta era rappresentato sotto forma di serpente (forma che assume al termine della creazione) e, occasionalmente, di mwaaqmangusta, mwaauleone, mwaaytoro, mwaaclucertola o mwaagscimmiacite-ref-28[28]. Rispetto all'enorme importanza che Atum aveva nel pantheon egizio, le sue rappresentazioni in pittura o scultura sono particolarmente scarse; alcune statue regali, anziché meri ritratti del faraone in questione, potrebbero essere immagini simboliche di Atum con le fattezze del sovrano raffiguratocite-ref-4-1-5[1].

La statua J 837 di Tebe

La più notevole raffigurazione pervenutaci di Atum è la mwabqStatua J837 del regno di mwabuHoremheb, rinvenuta nel mwaby1989: Atum è qui rappresentato assiso in trono, con tutti gli attributi regali (all'infuori dellmwabc'mwabgmwabkureo) e lmwabo'mwabsmwabwankh in una mano, mentre il mwab0faraone mwab4Horemheb (mwab81319 a.C. - mwaca1292 a.C.; dibattutocite-ref-29[29]) gli presenta offerte, in ginocchio ai suoi piedicite-ref-30[30]. Su un lato del trono è raffigurata l'unione simbolica dell'Egitto (mwackmwacoSema-tauy), con una duplice immagine del dio del mwacsNilo, mwacwHapy, mentre intreccia il mwac0loto e il mwac4papiro, simboli dell'Alto e del Basso Egitto. Questa imponente scultura in mwac8diorite, alta quasi due metri, profonda più di un metro e mezzo e larga 83,5 centimetricite-ref-5-31-0[31], fu rinvenuta nel mwadq1989 in un nascondiglio di statue al di sotto del mwadutempio meridionale di Tebe ed è conservata al mwadyLuxor Museum of Ancient Egyptian Artcite-ref-5-31-1[31].

Note

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Bibliografia

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• Mario Tosi, mwaqmDizionario enciclopedico delle divinità dell'antico Egitto, vol.I, Ananke, ISBN 88-7325-064-5.
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Voci correlate

• mwaq0Iusaas

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Collegamenti esterni

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